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Chief Philosophy Officer: chi è e di cosa si occupa

Perchè parliamo di manager filosofi? In questo articolo vediamo chi è il chief philosophy officer e di cosa si occupa? 

Chief Philosophy Officer: i filosofi che diventano manager d’azienda

Ci si è chiesto spesso quale fosse il ruolo dei filosofi nel mondo moderno. Nell’era digitale, la filosofia entra in azienda con delle figure manageriali.
Già dal 2018, negli Stati Uniti sono stati assunti tanti laureati in filosofia per ricoprire incarichi di leadership all’interno delle aziende tecnologiche.
A dare l’avvio a questa tendenza è stato Google che ha delineato la figura di Chief Philosophy Officer. Sempre più aziende, sulla scia di Google, hanno costituito nel loro organico questa figura manageriale.
Il filosofo è tornato alla ribalta.

Chief Philosophy Officer in Italia

Si prevede che il 2019 sia l’anno che porterà il Chief Philosophy Officer anche in Italia. Come spesso avviene, in Italia le aziende seguono, con qualche mese di ritardo, le innovazioni apportate negli Stati Uniti, facendole proprie.
È, dunque, altamente probabile che nel prossimo futuro i laureati in filosofia anche in Italia potranno rappresentare figure manageriali all’interno delle aziende.

Di cosa si occupa il Chief Philosophy Officer

Il filosofo assunto in azienda come Chief Philosophy Officer lavora affinché ci si ponga delle domande differenti dalla mera risoluzione dei problemi.
Grazie all’aiuto del manager filosofo, infatti, le aziende vengono portate a riflettere sul perché dovrebbero produrre un prodotto piuttosto che un altro, sul perché dovrebbero essere scelti e così via. Viene così spostata l’attenzione dal materiale ai valori del cosa è giusto fare.
Il Chief Philosophy Officer, inoltre, è chiave di volta per apportare innovazione nell’azienda. Saper riconoscere corsi e ricorsi storici permette di anticipare le tendenze del mercato e divenire leader di settore.

Raffaele Tovazzi: il primo filosofo esecutivo italiano

Raffaele Tovazzi, italiano a Londra, è un filosofo, imprenditore e comunicatore.

Si autodefinisce “primo filosofo esecutivo italiano” e ha creato un movimento che si chiama “Filosofia esecutiva”.

Tovazzi spiega che il filosofo esecutivo si occupa di affiancare professionisti, manager e imprenditori che vogliono fare innovazione.

Per riuscire a fare innovazione in un settore c’è bisogno di due componenti:

  • Capacità di riconoscere i corsi e ricorsi storici per anticipare le tendenze di mercato
  • Conoscere la neurologia umana e l’influenza del linguaggio sul pensiero e quindi sul comportamento di singoli individui o masse

Di Mary Roma

Mary Roma Laureata presso l'università Luigi Vanvitelli di Napoli in ingegneria gestionale. Appassionata di Web e di ICT segue con interesse il mondo delle nuove tecnolgie applicate all'industria ed all'impresa.