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11 Settembre 2019

 Spese ammissibili voucher consulenza innovazione

Se siete arrivati fin qui avrete sicuramente già sentito parlare del voucher consulenza innovazione, un grandissimo incentivo per le medie e piccole imprese italiane.

Per fugare ogni dubbio e andare incontro anche ai nostri lettori ancora disinformati, facciamo però un po’ di chiarezza.

Qualora non ne fossi ancora al corrente, poco tempo fa è stato reso disponibile dal Ministro dello Sviluppo Economico, un voucher capace di guidare le imprese nei continui mutamenti che stanno riguardando il mondo del lavoro.

Per mutamenti facciamo riferimento all’evoluzione dell’universo lavorativo verificatasi con l’avvento delle nuove tecnologie. Nell’ultimo decennio, infatti, molte sono state le novità che hanno plasmato il modo di intendere la professione. Non tutti però hanno avuto la forza e gli strumenti per potersi riformare, ed è proprio qui che entra in gioco il voucher consulenza innovazione.

Che cos’è

In breve, possiamo definire il voucher consulenza innovazione come una sorta di buono messo a disposizione delle medie e piccole imprese che operano sul territorio nazionale.

Con questa misura viene messa a disposizione di queste realtà impresarie la possibilità di introdurre nel proprio staff una nuova figura professionale: un consulente e manager dell’innovazione. L’ Innovation manager ha il ruolo di preparare l’azienda alla conoscenza di nuovi strumenti e di tecnologie abilitative.

Il voucher tuttavia fornisce anche un valido contributo economico, ma quali sono le aree per cui è possibile fruirne?

Le spese ammissibili delvoucher consulenza innovazione

Cominciamo col dire che le spese ritenute ammissibili sono quelle richieste dal consulente, che per inciso dev’essere iscritto all’elenco indicato dal Ministero dello Sviluppo Economico e assunto temporaneamente con un contratto della durata di almeno nove mesi.

Le aree in cui è possibile fruire del voucher sono diverse, ma hanno il comune scopo di portare l’impresa alla crescita sul versante dell’innovazione tecnologica.

Questa misura si pone dunque l’obiettivo di migliorare le prestazioni delle imprese che ne usufruiscono e rimodernare la gestione del lavoro attraverso soluzioni di e-commerce, tecnologie satellitari e formazione del team nel settore ICT.
Le spese ammissibili sono pertanto quelle applicabili ad hardware e software, prototipazione rapida, cyber security, manifattura additiva, internet delle macchine, acquisizione delle tecnologie della Next Production Revolution, branding e digital marketing, stampa digitale, realtà virtuale e interfaccia uomo – macchina.

Non sono ammesse, ovviamente, le spese estranee alla consulenza.

Possono al contrario ritenersi inclusi gli incarichi legati al rinnovo degli assetti gestionali e organizzativi e quindi all’utilizzo di crowdfunding o emissione di minibond.

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