Credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica
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Credito d’imposta ricerca e sviluppo: a cosa serve?
Questa misura ha come obiettivo quello di sostenere la competitività delle imprese attraverso investimenti in:
- Ricerca e Sviluppo
- Innovazione tecnologica
- Design e ideazione estetica
Chi sono i beneficiari?
Sono tutte le imprese che hanno sede in Italia. Si escludono invece le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale.
Quali sono le attività ammissibili?
Per le attività il credito d’imposta è riconosciuto nel corso nell’anno, fino al 31 12 2022 in misura pari al 20% della relativa base di calcolo. Dal periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2022 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2031, il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 10%, nel limite massimo annuale di 5 milioni di euro.
Quali sono le spese ammissibili?
Tra le spese ammissibili rientrano tutte le attività di ricerca industriale e sperimentale e nello specifico:
- Spese relative ai ricercatori ed ai tecnici che svolgono un rapporto subordinato o autonomo e che sono impiegati in attività di ricerca e sviluppo;
- canoni di locazione finanziaria, spese di beni materiali mobili
- spese di software che sono utilizzati nei progetti di ricerca e sviluppo
- spese per contratti di ricerca extra muros aventi ad oggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta.
- quote di ammortamento che sono relative all’acquisto da terzi, ma anche licenze d’uso
- spese per i servizi di consulenza
- spese per i materiali, per le forniture e altri prodotti che sono impiegati nei progetti di ricerca e sviluppo che sono ammissibili al credito d’imposta
Per poter usufruire di questo vantaggioso credito d’imposta è possibile rivolgersi ad una società specializzata nella finanza agevolata in Italia.
Come si può accedere?
Questo credito d’imposta in ricerca e sviluppo, si precisa, che deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi. Nello specifico bisogna specificare il periodo d’imposta in cui sono state sostenute tutte le spese. Si tratta di un credito che può essere utilizzato unicamente in compensazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello relativo alla spese ammesse. Si presente, nello specifico, il modello 24 attraverso i servizi telematici che sono messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
La base di tale calcolo del credito d’imposta deve essere assunta al netto delle sovvenzioni.